| Subject: 1 Riforma Moratti, una riforma da abrogare |
Author:
ALUNNA
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Date Posted: 4/02/05 16:25
ALCUNI DOCUMENTI SU CUI RIFLETTERE
1 Riforma Moratti, una riforma da abrogare
Sono ormai tre anni che nelle scuole noi studenti ci mobilitiamo per l’abrogazione della riforma della scuola del Governo Berlusconi. Crediamo che questa riforma non risolva i problemi storici della scuola italiana, ma li aggravi. E che riporti indietro nel tempo la scuola italiana.
Siamo fermamente contrari alla Riforma Moratti per queste ragioni:
- E’ stata approvata senza un reale coinvolgimento degli studenti, degli insegnanti, e del parlamento, visto che è stata realizzata mediante una legge delega che delinea solo i principi generali della riforma e una volta approvata il Governo ha carta bianca per la definizione della riforma attraverso i decreti attuativi. Vogliamo che la scuola cambi, ma attraverso un cambiamento condiviso, attraverso un percorso di partecipazione e sperimentazione.
- La scuola dell’infanzia resta facoltativa; la scuola elementare - che diventa il primo ciclo - viene smantellata e dequalificata a parcheggio per bambini, mentre la scuola media che necessitava di grandi cambiamenti strutturali resta pressocchè invariata. La selezione comincia a 3 anni, con i genitori che non si possono permettere di mandare i loro figli alla scuola dell’infanzia, e prosegue con una scuola sempre meno di qualità.
- L’obbligo scolastico viene sostituito da un vago “diritto dovere all’istruzione e alla formazione” che ha ben poco dell’obbligo, e che soprattutto si può assolvere anche nella formazione professionale e nell’apprendistato, che non sono propriamente degli indirizzi scolastici… L’obbligo scolastico viene abbassato da 9 ad 8 anni. La scuola dell’obbligo termina quindi con la fine della scuola media. Siamo l’unico Paese al mondo ad abbassare il proprio obbligo scolastico! Sarebbe invece necessario innalzarlo a 18 anni, fino alla fine della scuola secondaria superiore.
- A 13 anni dopo la scuola secondaria di primo grado, ci toccherà scegliere tra i licei e la formazione professionale. E la scelta sarà difficilmente revocabile (già a tredici anni devi decidere i, tuo futuro!). La formazione è il canale per quelli che non hanno bisogno di cultura perché devono andare subito a lavorare. Come se la cultura fosse solo finalizzata al lavoro, e non alla crescita democratica di una società. La formazione professionale è di competenza regionale e di conseguenza la sua qualità varierà estremamente da regione a regione producendo ulteriori disparità nella disparità. Vogliamo una scuola uguale in tutt’Italia!.
- L’alternanza scuola lavoro è una pratica che da tempo esiste nelle nostre scuole (gli stage), e noi chiedevamo di dare diritti e tutele agli studenti che fanno stage. La riforma Moratti invece introduce l’alternanza scuola lavoro come un percorso che si può assolvere interamente dai 15 ai 18, rendendola un vero e proprio terzo canale aggiuntivo rispetto ai licei e alla formazione professionale. E poi, se da un lato vengono coinvolte nella progettazione degli stage le associazioni degli industriali ed imprenditori e le camere di commercio, vengono invece escluse le rappresentanze studentesche e sindacali, lasciando la strada aperta a chi vuol fare degli stage dei semplici strumenti per sfruttare gli studenti e avere manodopera gratuita. Vogliamo uno statuto dei diritti per gli studenti in stage!
- La riforma Moratti di fatto cancella l’articolo dello Statuto degli studenti che recita “Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto”. Con la riforma Moratti invece la “condotta” torna a influire sulla valutazione. Così i professori avranno uno strumento in più per bocciare gli studenti che si permettono di protestare, di dire la loro, di manifestare il proprio dissenso.
Il mandato al Governo Berlusconi per riformare la scuola dato dalla legge delega N°53, scade ad Aprile 2005, possiamo ancora fermarli, hanno concretizzato ancora molto poco. Dobbiamo rallentare i loro lavori, inondare il Ministero dei nostri cori, fermare la Moratti è ancora possibile.
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