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Subject: 3 Finanziaria: distruzione della scuola pubblica


Author:
ALUNNA
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Date Posted: 4/02/05 16:29

Finanziaria 2005
continua il processo di distruzione della scuola pubblica

Il governo Berlusconi annuncia una supermanovra da 24 Mld di euro di entrate, un dato definito dai migliori economisti una pura fantasia (condoni vari, vendita di beni pubblici, manovre di concordato fiscale ancora da pattuire con le Ass. di categoria ecc.).

Ancora una volta la finanziaria non si investe assolutamente nulla per il diritto allo studio. Come se non bastasse l’attuale governo ci complica la vita affiancando all’indifferenza della stragrande maggioranza delle regioni un taglio ai fondi per gli enti locali. Tutti sanno che molti servizi assistenziali, tra cui il diritto allo studio, sono di competenza regionale, provinciale e comunale, quindi non è difficile immaginare le conseguenze che ricadranno sulle possibilità di accesso ai percorsi formativi. Ancora tagli ai fondi per i progetti studenteschi (d.p.r. 567), come sempre, mentre i tetti delle scuole cadono, è trascurata l’edilizia scolastica … gli unici fondi certi restano quelli diretti alle scuole private.

Un reale processo di riforma necessita di un investimento concreto per l’accesso ad ogni canale del sapere, questo è il passo fondamentale per costruire una società realmente libera e democratica. Da ormai troppo tempo la finanziaria non prevede seri finanziamenti per il diritto allo studio e la crescita del nostro paese subisce un fortissimo freno.
Ecco alcune delle nostre proposte:

• Bisogna realizzare una legge quadro nazionale sul diritto allo studio che istituisca un fondo nazionale da distribuire alle regioni, le regioni devono istituire un valido sistema di borse di studio, agevolazioni alle famiglie svantaggiate per l’acquisto dei libri scolastici e per i trasporti per gli studenti pendolari.

• Chiediamo più fondi per l’autonomia scolastica (legge 440/97). Tramonta la reale autogestione delle scuole e il protagonismo studentesco. Gli istituti vedono sparire anche gli stanziamenti per la normale sopravvivenza, la conseguenza è che le scuole sono costrette ad aumentare le tasse scolastiche.

• Sulla scia dell’esempio di Zapatero in Spagna, un’altra richiesta riguarda un investimento sui canali extrascolastici del sapere. Garantire sconti e gratuità sui consumi culturali di vario genere, dall’accesso ai musei, teatri, mostre, biblioteche fino all’abbattimento dell’IVA sui libri e i Cd.

• Chiediamo che sia istituito mediante legge un fondo speciale per l’edilizia scolastica. Lo scenario è drammatico: In regioni come la Campania una scuola su 5 non ha il certificato di agibilità, migliaia di studenti rischiano la vita vivendo nella totale insicurezza e l’adeguamento della legge 626 resta sempre più un miraggio. La legge dovrà fissare in 10 anni il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza e adeguamento degli strumenti didattici in tutte le scuole del paese, lo stanziamento stimato per questi obiettivi è di 5 miliardi di euro. Le nostra richiesta può essere soddisfatta, per esempio, reintroducendo la tassa di successione si otterrebbe un gettito di 1038 milioni di euro: ossia solo in un anno le prime due rate del piano straordinario.

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