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Subject: 4 Privatizzazione dell’istruzione. I trattati GATS e la direttiva Bolkestein


Author:
ALUNNA
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Date Posted: 4/02/05 16:31

I pericoli della privatizzazione dell’istruzione
I trattati GATS e la direttiva Bolkestein

Cos’è il GATS?
La sigla sta per “general agreement on trade in services”, ovvero Accordo generale sul commercio nei servizi. Si tratta di un trattato definito, nelle sue linee generali, nel 1994 nel quadro degli accordi dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc, in inglese Wto). L’obiettivo dei negoziati, tutt’ora in corso, è quello di estendere i trattati per aprire progressivamente al mercato mondiale i servizi, tra cui l’istruzione, e regolamentarne gli scambi, parallelamente a quanto avviene nell’ambito dei beni con i Gatt. Il GATS non dovrebbe essere applicato ai servizi “pubblici”, ma il significato di questo termine nell’ambito degli accordi è molto ambiguo. Di fatto nei corridoi della Commissione Europea a Bruxelles si da già per scontata la privatizzazione di ampi settori dell’istruzione nei prossimi anni.

Cos’è la direttiva Bolkenstein?
La direttiva Bolkestein prende il nome dal Commissario Europeo Fritz Bolkestein al mercato interno della ex Commissione europea presieduta da Romano prodi. La proposta di direttiva, approvata lo scorso Settembre dalla commissione, ha come scopo la riforma del mercato interno dei servizi e rappresenta (come è scritto chiaramente nel testo della legge) l’implementazione e la “via europea” alla privatizzazione dei servizi pubblici in Europa come
già sancito dai trattati GATS a livello mondiale. Attraverso questa direttiva l’unione, considerando ostacoli tutte le normative a difesa dei diritti dei cittadini, ambiente e lavoratori, in un solo colpo dà un taglio al modello sociale europeo.

Le conseguenze
La prima conseguenze dell’inserimento dell’istruzione (o di alcuni settori) nei trattati GATS e nella direttiva Bolkenstein sarebbe l’incentivo alla privatizzazione dell’istruzione in tutti i paesi firmatari. L’istruzione pubblica, infatti, verrebbe ridotta a servizio di serie B per i meno abbienti. E progressivamente studiare diventerebbe un privilegio per pochi anziché un diritto per tutti. Il processo di mercificazione dell’istruzione, in realtà, è già una realtà in molti paesi dove i piani di aggiustamento strutturale imposti dal Fondo Monetario Internazionale hanno favorito l’espansione delle agenzie formative “for profit”. La privatizzazione delle istituzioni scolastiche e universitarie e il conseguente aumento delle tasse, provocherà una notevole limitazione dell’accesso all’istruzione. La destrutturazione del sistema pubblico dell’istruzione provocherebbe inoltre una conseguente cancellazione di tutti gli organi collegiali democratici.

Perché si vuole privatizzare l’istruzione
I paesi che raccolgono entrate sostanziali dall’esportazione dell’istruzione sono i grandi paesi di lingua inglese come USA, Gran Bretagna, Australia e Nuova Zelanda. Sono interessati soprattutto a vendere la loro istruzione all’estero, specialmente ai paesi come Cina e altre nazioni asiatiche con un vasto mercato potenziale. Essi hanno chiesto agli altri paesi del WTO di inserire l’istruzione e di liberalizzarla maggiormente.

Cosa chiediamo
Noi crediamo che l’istruzione non debba essere un privilegio per alcuni, ma un diritto garantito per tutti. Crediamo che l’istruzione debba essere pubblica, gratuita, interculturale, di qualità. Alla luce di tutto ciò noi chiediamo che l’istruzione, come servizio essenziale e in quanto diritto umano fondamentale riconosciuto dall’Onu, sia esclusa dal trattato GATS e dalla direttiva Bolkestein.

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